Un salvagente contro l’aumento esponenziale delle rate dei mutui complici pandemia, guerra in Ucraina ed inflazione a tasso stellare con doppia cifra.
Tuttavia occorrerà comprendere in concreto a chi converrà e chi potrà rientrare nella platea dei beneficiari.
Una rimessione in termini (fino al dicembre 2023) per richiedere la modifica delle condizioni del contratto di finanziamento per acquisto o ristrutturazione di abitazioni; virando da un tasso variabile (soggetto a continui aumenti per congiuntura internazionale economica e politica) ad un tasso annuo nominale fisso con limiti quantitativi prefissati.
Per poter rientrare nella prevista opzione di rinegoziazione occorre:
a) importo originario del mutuo ipotecario non superiore ad Euro 200 mila;
b) mutuatari con Isee non superiore ad Euro 35 mila;
c) scopo di acquisto o ristrutturazione di unità immobiliari ad uso abitativo;
d) mutuatari in regola con i pagamenti delle rate pregresse del contratto di mutuo, salvo differenti accordi tra le parti.
Il tasso fisso potrà essere applicato, previo accordo, per tutto il periodo residuo del mutuo o anche per un periodo inferiore.
Altra facoltà pare essere quella di accordarsi con l’Istituto di Credito per un allungamento della durata del mutuo; il limite viene previsto in anni 5 e purchè la durata residua del finanziamento non diventi superiore ad anni 25.
Da notare che, secondo previsioni normative, ipoteche e garanzie già prestate continueranno ad assistere il rimborso a fronte del contratto di mutuo così rinegoziato.
Converrà in concreto?
Utile sfruttare bene tempistiche e valutare requisiti; domandare alla Banca simulazione e prospettazione di tasso effettivo (minore tra il Tasso IRS – Interest rate Swap – a 10 anni e quello di scadenza pari alla durata residua del mutuo) cui aggiungere lo spread già previsto nel contratto di mutuo da rinegoziare. Nel frattempo preparare Isee.
