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La manipolazione dell’Euribor

La Commissione Europea multa alcune banche per la manipolazione dell’Euribor

La Commissione Europea applica a Deutsche Bank, Sociètè Gènèralè e Royal Bank of Scotland sanzioni per oltre un miliardo di Euro per manipolazione dell’Euribor.
Con la decisione del 4 dicembre 2013 la Commissione Europea ha ritenuto quegli istituti colpevoli della violazione del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (art. 101) e dell’Accordo sull’Area Economica Europea (art. 53) per aver manipolato il processo per la determinazione dell’Euribor nel periodo compreso tra settembre 2005 e maggio 2008.

Che cos’è l’Euribor

L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è un tasso di riferimento molto diffuso nei mercati finanziari internazionali e spesso utilizzato come parametro di riferimento nei contratti bancari (mutui, aperture di credito, finanziamenti, ecc…) e negli strumenti finanziari (obbligazioni, strumenti derivati, ecc…) che riflette il costo dei prestiti interbancari. L’Euribor può essere definito come il tasso al quale le banche si prestano reciprocamente denaro all’interno della zona euro: la Commissione lo definisce come “il tasso al quale depositi interbancari a termine in euro sono offerti da una banca all’altra all’interno dell’euro zona”.

Come funziona

Ogni giorno, 44 banche di riferimento che operano nell’euro zona comunicano alla Federazione Bancaria Europea i dati relativi ai tassi offerti per prestiti ad altre banche, in relazione alla varie durate dell’Euribor (1, 3, 6 o 12 mesi).
Nelle sue varie durate, l’Euribor viene quindi calcolato e stabilito sulla base dei dati forniti dalle banche di riferimento.

Cosa ha accertato la Commissione

La Commissione Europea ha avviato le indagini dopo essere stata informata da Barclays dell’esistenza di un cartello nel settore dei tassi di interesse dei derivati dell’euro connessi all’Euribor e all’Indice Medio Overnight in euro (la segnalazione effettuata da Barclays spiega perché quest’ultima non sia stata multata dalla Commissione).
Le indagini hanno permesso di accertare che, nel periodo compreso tra settembre 2005 e maggio 2008, i funzionari di Deutsche Bank, Sociètè Gènèralè, Royal Bank of Scotland e Barclays incaricati di comunicare alla Federazione Bancaria Europea i dati per il calcolo dell’Euribor manipolavano tali dati, in modo da far risultare dei tassi conformi alle esigenze operative di ogni banca (ad esempio scambiandosi dati riservati prima di ogni invio e comunicandosi le rispettive “preferenze” sul livello dei tassi Euribor).
La Commissione Europea ha quindi ritenuto che tali comportamenti, avendo avuto l’effetto di falsare il normale processo di determinazione dell’Euribor, rientrino tra quelli vietati dalle norme dei Trattati comunitari che tutelano la libera concorrenza. Secondo tali norme, i comportamenti vietati sono nulli ad ogni effetto.

Chi può essere interessato dagli effetti dalla decisione della Commissione Europea

La decisione della Commissione ha effetti per tutti coloro – persone fisiche, persone giuridiche, enti, ecc… – che hanno avuto in corso tra il settembre 2005 e il maggio 2008 contratti di mutuo, di finanziamento, di apertura di credito e di conto corrente, nonché strumenti finanziari (obbligazioni, derivati, ecc…) i cui parametri facciano riferimento all’Euribor.

Cosa si può fare

Per quanto riguarda i contratti bancari (mutui, finanziamenti, aperture di credito, fidi, ecc…), si può chiedere all’Autorità Giudiziaria di dichiarare la nullità della clausola di determinazione del tasso di interesse che faccia riferimento all’Euribor e di ricalcolare gli interessi relativi al periodo settembre 2005 – maggio 2008 applicando il tasso sostitutivo previsto dall’art. 117, comma 7, lettera a) del Testo Unico Bancario.

Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, si può chiedere all’Autorità Giudiziaria di dichiarare la nullità dello strumento finanziario o, in alternativa, l’applicazione del tasso sostitutivo.