Un diamante è per sempre… anche se non vuoi
Quando, nell’ottobre 2016, la trasmissione Report ha mandato in onda il primo servizio sulla vendita dei diamanti da investimento, era difficile immaginare la portata ed il numero degli investitori coinvolti in quello che, a poco più di un anno di distanza, sta prendendo le forme di un nuovo, vero e proprio scandalo finanziario della nostra epoca.
Scopri se anche tu se sei stato coinvolto.
La vicenda
Nello scorso decennio sono stati moltissimi i piccoli e medi risparmiatori che si sono recati presso le filiali delle proprie banche di fiducia con l’intenzione di “mettere al sicuro” la liquidazione e i propri risparmi dopo una vita di lavoro e sacrifici.
Interessati a “rastrellare” anche queste risorse, alcuni istituti di credito hanno stretto una collaborazione – assai proficua – con due società di intermediazione di diamanti.
L’obiettivo era quello di collocare i diamanti come bene rifugio non affetto dai rischi e dalle controindicazioni che gli strumenti finanziari hanno posto negli ultimi anni, catalizzato l’attenzione per le ingenti perdite che hanno procurato ai piccoli investitori.
L’iter era sempre lo stesso: il risparmiatore si recava in banca, parlava con il direttore della filiale e con un esponente delle società di intermediazione delle pietre preziose, i quali gli consigliavano di investire in diamanti, prodotto che – a loro dire – non avrebbe comportato alcun rischio.
Peccato che a quel punto il rischio si fosse già realizzato: a sua insaputa, infatti, l’investitore veniva indotto ad acquistare un bene il cui valore non corrispondeva affatto a quello delle quotazioni ufficiali di mercato, essendo collocato ad un prezzo esponenzialmente aumentato da commissioni occulte e margini in favore sia del broker che della banca coinvolta.
Il risparmiatore caduto nella trappola era, quindi, tranquillo di avere riposto il proprio gruzzolo al sicuro, magari conservato in una cassetta di sicurezza della banca stessa con pagamento del relativo canone.
La sorpresa viene al momento del disinvestimento: all’atto di rivendere il diamante il valore della pietra prospettato dall’intermediario non era affatto corrispondente a quello effettivo di mercato, essendo stato gonfiato dalle commissioni e dai margini caricati al momento dell’acquisto.
L’intervento dell’Antitrust
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato due istruttorie nei confronti tanto dei broker Intermarket Diamond Business – IDB S.p.A. e Diamond Private Investment – DPI S.p.A., quanto delle banche coinvolte, concludendo con il riconoscimento della scorrettezza della pratica commerciale messa in atto mediante modalità ingannevoli ed omissive di offerta dei diamanti, con conseguente erogazione di sanzioni a carico di IDB S.p.A. e DPI S.p.A. e delle banche Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco BPM ed Monte dei Paschi di Siena.
Cosa possono fare i risparmiatori ingannati?
A seguito dell’intervento dell’Antitrust, Adusbef si è immediatamente attivata per lo studio, caso per caso, della questione che ha già coinvolto numerosi associati e sta predisponendo le misure più idonee per la tutela dei loro interessi.
